Ciao,
se stai leggendo questa newsletter è perché in qualche momento della tua vita digitale hai deciso di iscriverti a ErgoSum. Forse eri curioso, forse avevi bevuto troppi caffè, forse cercavi contenuti “di valore” (qualunque cosa significhi ormai questa espressione).
Bene, oggi abbiamo una notizia: ci prendiamo una pausa.
Non dal lavoro, non dai progetti, non dalla vita. Ma da quella giostra infinita che è diventata la presenza sui social network. Sì, proprio quella cosa che tutti gli esperti di marketing ti dicono di non fare mai: “La costanza è tutto! Se sparisci, l’algoritmo ti punisce! Se non posti, non esisti!”
E invece noi ci fermiamo.
Dopo settimane, mesi, anni di pubblicazioni costanti, ci siamo accorti di una cosa: tutti hanno qualcosa da dire. Il lunedì mattina c’è chi condivide motivazione spicciola. Il mercoledì arrivano i “thoughts leader” con le loro perle di saggezza. Il venerdì è tempo di bilanci settimanali e weekend mindset.
E noi? Anche noi abbiamo detto la nostra. Su tutto. Sempre. Perché l’algoritmo è un padrone esigente che non perdona le assenze.
Ma poi ci siamo fermati un attimo (cosa rara, lo sappiamo) e ci siamo chiesti: ha ancora senso?
Ha senso aggiungere un’altra voce al coro? Ha senso postare perché “bisogna postare”? Ha senso riempire il feed di contenuti solo per paura di essere dimenticati?
La FOMO non ce l’abbiamo (forse)
Sì, conosciamo bene la Fear Of Missing Out. Quella sensazione che se non sei presente, qualcun altro prenderà il tuo posto. Che se non commenti l’ultima notizia, perdi rilevanza. Che se non condividi il tuo risultato del giorno, sei già fuori dai giochi.
Ecco, noi quella paura non ce l’abbiamo.
Forse. Probabilmente. Okay, ci stiamo lavorando. Ma intanto facciamo un passo indietro.
“Mi si nota di più se vengo e sto in silenzio…”
C’è una scena in Ecce Bombo in cui il protagonista si chiede: “Mi si nota di più se vengo e sto in silenzio o se non vengo per niente?”
È una domanda esistenziale che calza a pennello anche nel 2026. Anzi, forse ancora di più.
In un mondo in cui tutti parlano, il silenzio diventa un atto rivoluzionario semplicemente perché a volte è meglio ascoltare. Osservare. Pensare.
Cosa succede ora?
Niente di drammatico, tranquillo. Non chiudiamo bottega, non spariremo nel nulla digitale come un profilo MySpace del 2007.
Semplicemente:
- Ci prendiamo una pausa dai social. Niente più post schedulati, niente più ansia da calendario editoriale, niente più “dobbiamo dire qualcosa anche noi”.
- Continueremo a lavorare. I progetti vanno avanti, le idee ribollono, le cose succedono. Ma in silenzio, o quasi.
- Torneremo quando avremo davvero qualcosa da dire. Non per riempire spazio, non per algoritmi, ma perché sentiamo di avere qualcosa che vale la pena condividere.
E tu? Tu continua a fare quello che fai. Posta, condividi, commenta. Oppure no. Oppure prenditi una pausa anche tu.
La verità è che siamo tutti un po’ stanchi di questa corsa infinita verso il prossimo contenuto, il prossimo like, la prossima notifica. E va bene ammetterlo.
Un arrivederci (non un addio)
Questa newsletter potrebbe tornare. Forse ti scriveremo tra un mese con una riflessione illuminante. O forse tra sei mesi con una GIF di un gatto.
Nel frattempo, se hai bisogno di noi, sai dove trovarci. (non su LinkedIn alle 9:47 del martedì.)
Grazie per aver letto fin qui. Davvero.
Ci vediamo quando ci vediamo.
ErgoSum
“Penso, quindi sono. Ma non posto ed esisto lo stesso.”







