Proprio questa settimana si è celebrata la giornata mondiale della gentilezza.
il 13 novembre si celebra la giornata mondiale delle gentilezza.
Oggi, però, la gentilezza è diventata quasi un tabù. Essere gentili, in questi tempi di “haters” e di “leoni da tastiera”, di “milanesi imbruttiti” e non solo milanesi, è diventato sinonimo di debolezza.
E’ pensiero diffuso e consolidato dalle molte “cattive notizie” che ci raggiungono dai vari media e social a cui siamo connessi, che viviamo accerchiati da persone pericolose, competitive, cattive e che se ne approfittano. Quindi, per poter sopravvivere, dobbiamo mostrarci forti e sordi ai bisogni degli altri.
Per noi la gentilezza è valore irrinunciabile strettamente connesso alla felicità ed è uno dei modi più semplici per essere felici .
La gentilezza è un sentimento, oggi rivoluzionario, che ci rende capaci di ascoltare e accogliere le fragilità altrui e che si realizza in generosità, altruismo, solidarietà, disponibilità e apertura.
Scegliere di valorizzare le cose positive negli altri invece che trovare sempre motivi di critica, errori e difetti, di sorridere anche quando non ne abbiamo voglia, di essere attenti e disponibili anche se non ci guadagniamo nulla, ci rende persone gentili.
Per diffondere gentilezza basta davvero poco: portare il caffè a un collega, allungare il piatto al cameriere che ci serve il pranzo, sorridere e salutare quando entriamo in ufficio oppure farsi vivi con un collega con cui non abbiamo a che fare da tempo.
Le persone gentili sono quelle che con le loro azioni quotidiane, semplici gesti di attenzione e cura, contribuiscono a diffondere e a far fiorire la felicità. Anche al lavoro.